Spilimbergo a metà tra le spiagge adriatiche e la montagna!

Spilimbergo Blog

Il nostro viaggio nei borghi più belli e ricchi di storia d’Italia continua… prossima fermata Spilimbergo, luogo natìo di una delle nostre amiche più care a cui abbiamo dedicato il nostro zaino iconico.

Nel cuore del Friuli, a metà strada tra le spiagge adriatiche e la montagna, a due passi dalle grandi città, sorge Spilimbergo.

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Borgo di antiche origini, ebbe grande splendore nel Medioevo e nel Rinascimento. Spilimbergo conserva ancora oggi l’impianto urbano dell’epoca, con strade porticate, vicoli e piazzette, palazzi affrescati e innumerevoli opere d’arte nelle chiese; qui il tempo sembra essersi letteralmente fermato. Credeteci questo è un sentito complimento!

Anima di Spilimbergo è sempre stato il commercio; il cuore pulsante era la piazza Duomo, centro di tutte le attività economiche e di governo. Qui tenevano banco i mercanti che arrivavano dalle città vicine risalendo il guado del Tagliamento.

In questa bella piazza si svolgevano le trattative, si eseguivano i controlli sulle merci e si pagavano le gabelle. Restano a testimoniarlo il duecentesco Palazzo del Daziario, sede dei magistrati, e il palazzo della Loggia (XIV se.), dove venivano immagazzinate le merci ed effettuati controlli. Su una colonna del portico è tuttora incisa la Macia, l’antica unità di misura di lunghezza, che serviva per controllare la regolarità delle compravendite.

Un’altro luogo assolutamente da visitare durante  una visita a Spilimbergo è la Chiesetta dell’Ancona, un tempo meta di pellegrinaggi.

Come conseguenza dello sviluppo commerciale, nel ‘300 il piccolo abitato crebbe a dismisura, tanto che furono erette tre successive cinte murarie.

La Torre Orientale (1304) faceva parte della prima cerchia. Tra i palazzi si può ammirare la Casa Dipinta, affrescata nel XVI secolo con scene della vita di Ercole.

Superata la torre, si aprono il Borgo di Mezzo e il Borgo Nuovo, tagliati a metà dal Corso Roma, asse portante della città storica. Della nuova cinta muraria che proteggeva queste borgate, resta ancora la Torre Occidentale. Lungo questa via le famiglie arricchite edificarono tra il ‘500 e il ‘700 i loro palazzi.

Ai margini dei borghi principali, il borgo popolano della Valbruna, con il Palazzo Spilimbergo di Sopra con i suoi caratteristici edifici, un tempo spiazzo aperto destinato alle riunioni dell’Assemblea popolare.

Comunque il vero simbolo è il castello di Spilimbergo che fu innalzato per sorvegliare uno dei principali guadi del Tagliamento, dalla famiglia di origine tedesca Spengenberg, giunta in Friuli intorno al XI secolo. I conti di Spilimbergo, che diedero il nome alla località, divennero ben presto molto ricchi e potenti. Ebbero importanti possedimenti, ma di lì a poco il loro casato si estinse ed il nome sopravvisse solo in linea femminile.

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Sontuosi edifici si affacciano alla corte del castello in un armonioso dispiegarsi di stili, dal Romanico al Gotico, al Veneto del Rinascimento: fra di essi spicca il quattrocentesco palazzo dipinto dalle belle trifore gotiche e rinascimentali e dagli scenografici affreschi sulla facciata, attribuiti ad Andrea Bellunello, che lavorò a Spilimbergo fra il 1469 e il 1475.

Attualmente il castello di Spilimbergo è in parte proprietà privata (vi è pure un ristorante che vi consigliamo) e parte del Comune. Dell’antico borgo fortificato rimangono due torri e brevi tratti delle mura.

Passando per il paese poi, sarà impossibile non sentir parlare della rivista più famosa del paese…Il Barbacian!

Sorta nel 1963 per volontà di alcuni entusiasti componenti della Pro Spilimbergo , tra cui illustri esponenti della cultura friulana, la rivista Il Barbacian ha incontrato fin dall’inizio un ampio consenso di lettori, lo stesso che le ha permesso di giungere fino ad oggi, attraverso decenni di cambiamenti sociali, economici e culturali.

Oggi è una delle pubblicazioni più longeve di tutto il Friuli Venezia Giulia. Merito anche dei direttori, tutti personaggi di rilievo.

Il Barbacian esce due volte l’anno, ad agosto e a dicembre, e tratta di temi di attualità, cultura, tradizioni, storia, mosaico. La sua caratteristica fondamentale è che, pur edito da un’associazione pro loco, gode di un respiro molto ampio, tanto da essere considerato una delle migliori pubblicazioni culturali a livello regionale.

Presente nelle biblioteche di numerose istituzioni regionali, vanta un archivio di circa 3.500 articoli editi dalle origini ad oggi, buona parte dei quali schedati in un apposito repertorio.

Questa è Spilimbergo. Speriamo di essere riusciti ad appassionarvi tanto quanto siamo stati affascinati noi da questo luogo, ora è tempo di richiudere il nostro zaino e partire per la prossima meta!

Stay Tuned!

 

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